UFFICIO NAZIONALE PER L'ECUMENISMO E IL DIALOGO INTERRELIGIOSO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Veritas in caritate 10/10 (2017)

Riconciliarsi per annunciare il Vangelo: questo è il titolo del documento congiunto della Conferenza Episcopale Italiana e della Chiesa Evangelica Luterana in Italia in occasione della conclusione dell’anno di commemorazione comune del 500° anniversario dell’inizio della Riforma..
1 dicembre 2017

Riconciliarsi per annunciare il Vangelo: questo è il titolo del documento congiunto della Conferenza Episcopale Italiana e della Chiesa Evangelica Luterana in Italia in occasione della conclusione dell’anno di commemorazione comune del 500° anniversario dell’inizio della Riforma; con questo documento, pubblicato il 31 ottobre, si è voluto condividere quanto è stato fatto per la promozione di un cammino ecumenico, che accompagni e sostenga, anche con la preghiera personale e comunitaria, la riflessione teologica e, al tempo stesso, sappia sempre più radicarsi nella quotidianità dell’esperienza di fede così da favorire quella conversione dei cuori che aiuta a testimoniare, insieme, Cristo nel mondo. Questo documento è uno dei frutti di questo anno di commemorazione comune che in Italia è stato segnato da tante e tante iniziative, tra le quali un posto del tutto particolare deve essere riservato alle giornate di studio (Cosa ci ha lasciato Martin Lutero? Per una conclusione aperta del quinto centenario della Riforma, Cadine, 6-7 ottobre), delle quali si può vedere un’ampia cronaca nell’ultimo numero di «Veritas in caritate». Il documento Riconciliarsi per annunciare il Vangelo si può leggere nella Documentazione Ecumenica, che è particolarmente ricca di testi; infatti a questo documento segue il comunicato congiunto del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani e della Federazione Luterana Mondiale, pubblicato anch’esso il 31 ottobre, sull’anno di commemorazione comune della Riforma, in una prospettiva universale, con delle indicazioni chiarissime su come, da questa straordinaria, per molti versi unica e inaspettata, esperienza i cristiani devono proseguire il cammino con il quale superare lo scandalo delle divisioni che ancora impedisce quella piena comunione chiesta da Cristo alla Chiesa.
Sempre nella Documentazione Ecumenica si possono leggere i numerosi interventi di papa Francesco direttamente sull’ecumenismo, in occasione delle udienze a una delegazione del Consiglio Metodista Mondiale ( 19 ottobre), a Beatitudine Theophilos III, Patriarca Greco Ortodosso di Gerusalemme (23 ottobre), alla delegazione della Chiesa di Scozia (26 ottobre) e più in generale sul dialogo come nel caso degli incontri con una delegazione della Tel Aviv University (23 ottobre), con i delegati della World Conference of Religions for peace (18 ottobre) o come la lettera al Custode di Terra Santa in occasione degli 800 anni della presenza francescana (17 ottobre). La Documentazione Ecumenica si chiude con il messaggio per la XVI Giornata Ecumenica del dialogo cristiano-islamico su Il ruolo delle donne nel dialogo interculturale e interreligioso.
Nell’Agenda Ecumenica si trovano molte informazioni sugli incontri per la Festa della Riforma che quest’anno ha assunto un valore del tutto particolare, anche se va notato, con piacere, che questi incontri non hanno esaurito, se non in pochi casi, l’interesse per la Riforma, dal momento che altri sono stati già programmati per i prossimi mesi, come appare evidente anche dalla sola lettura dell’Agenda Ecumenica. In questo senso si colloca anche il convegno nazionale per i delegati diocesani per l’ecumenismo che si terrà a Assisi, nei giorni 20-22 novembre.
Giovedì 26 ottobre, a Strasburgo, in tanti abbiamo salutato Guido Bellatti Ceccoli in una cerimonia che si è conclusa con dei pensieri di un ebreo, di un cattolico e di un musulmano, che, solo con la loro presenza, come quella di molti altri, hanno voluto ringraziare Guido Bellatti Ceccoli per il suo impegno, in tanti luoghi, sempre però con la stessa passione e competenza, dal lavoro presso il Consiglio d’Europa, all’insegnamento universitario, alla ricerca storico-teologica, alla presenza a convegni internazionali, non semplicemente per un dialogo tra le religioni, ma piuttosto per una sempre migliore conoscenza reciproca. Proprio a questa dimensione sono legati molti dei tanti ricordi che legano Guido Bellatti Ceccoli al Centro Studi per l’Ecumenismo in Italia, del quale è stato un attento e convinto sostenitore, così come di tante iniziative della Fondazione Giovanni Paolo II, presieduta da mons. Luciano Giovannetti, vescovo emerito di Fiesole, che lo aveva voluto prima nel Comitato di redazione della rivista «Colloquia Mediterranea» e poi nel Comitato Scientifico della Fondazione. In questo numero viene ri-pubblicato l’intervento di Bellatti Ceccoli al termine della Seconda Sessione (Le città del Mediterraneo) del convegno Il Mediterraneo e le città. Prospettive economiche, culturali e spirituali tra le città, le regioni e i popoli del Mediterraneo (15-17 maggio 2011), organizzato dalla Fondazione Giovanni Paolo II. Alla definizione del programma di questo convegno Bellatti Ceccoli aveva contributo con proposte e suggerimenti sempre accativanti, da Strasburgo, dove viveva, con la mente rivolta al Mediterraneo e il cuore nella sua Firenze. A pochi giorni dalla sua scomparsa, improvvisa e inattesa, che ha lasciato un vuoto grande, il Centro Studi per l’Ecumenismo in Italia si propone di fare qualcosa, di concreto, per la raccolta degli interventi di Bellatti Ceccoli sul dialogo e per il dialogo.
Infine è particolarmente grato condividere con tutti i lettori l’immediata preparazione al prossimo numero che sarà il 100° di «Veritas in caritate. Informazioni dall’Ecumenismo in Italia», che ha visto la luce nel dicembre 2008, a pochi giorni dalla presentazione del Centro Studi per l’Ecumenismo in Italia, a Roma, durante il convegno nazionale della CEI, quando mons. Vincenzo Paglia e padre Roberto Giraldo annunciarono l’idea di creare un Centro Studi a Venezia, ospitato nello stesso convento dove aveva la sede l’Istituto di Studi Ecumenici, in modo da provare a mettere insieme l’alta formazione in campo ecumenico, che l’Istituto di Studi Ecumenici portava avanti dalla fine degli anni ’80, con un servizio di informazione sullo stato dell’ecumenismo in Italia e un’attività di ricerca per il recupero e lo studio della memoria storica del movimento ecumenico in Italia, per le quali era stato aperto il Centro Studi.
Nel prossimo numero saranno ospitate osservazioni e commenti su cosa è stata, su cosa è e su cosa potrebbe essere «Veritas in caritate»; per questo si rivolge un invito a prendere parte alla redazione di questo numero, che verrà chiuso il 25 novembre, a tutti coloro che in questi 99 numeri hanno visto in «Veritas in caritate», uno strumento a servizio dell’unità dei cristiani, cresciuta grazie al contributo di tanti, nella consapevolezza che solo affidando al Signore ogni passo, ogni speranza, ogni gioia e tutti le sofferenze si possa scoprire il dono della comunione giorno per giorno.

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