UFFICIO NAZIONALE PER L'ECUMENISMO E IL DIALOGO INTERRELIGIOSO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Ecumenismo Quotidiano VI/7 – 2019

Lettera di collegamento per l’Ecumenismo in Italia
11 luglio 2019

In questo numero:
Camminare insieme
Approfondimento e formazione in campo ecumenico
Monastero ortodosso di Montaner di Sarmede, padre Fasiolo: "Ponte di fede ortodossa e luogo di
relazioni ecumeniche"
https://qdpnews.it/sarmede/28896-monastero-ortodosso-di-montaner-di-sarmede-padre-fasiolo
Preghiera ecumenica per i 20 anni della Dichiarazione congiunta sulla giustificazione
https://www.nev.it/nev/2019/06/25/roma-preghiera-ecumenica-per-i-20-anni-della-dichiarazione-congiunta-sullagiustificazione/
Notizie dall’Ufficio Nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso
“Un passo significativo. Fratellanza pace convivenza”
https://ecumenismo.chiesacattolica.it/2019/07/02/un-passo-significativo-fratellanza-pace-convivenza/
Ebraismo e Cristianesimo a scuola
https://ecumenismo.chiesacattolica.it/2019/06/26/ebraismo-e-cristianesimo-a-scuola/
Leggere per conoscere
Rassegna bibliografica ecumenica in Italia e in italiano
R. BURIGANA, L’ecumenismo di papa Francesco. Il cammino ecumenico del XXI secolo, Edizioni
Qiqajon, Comunità di Bose, Magnago (Bi) 2019, pp. 158*
Doni preziosi
Informazione ecumenica internazionale
Papa Francesco: l’unità tra i cristiani è una sinfonia di voci nella carità
https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2019-06/papa-francesco-patriarcato-ecumenico-costantinopoli-unitacreato.html
Di fronte alle divisioni tra Chiese ortodosse
https://monasterodibose.it/fondatore/articoli/articoli-su-quotidiani/13036-di-fronte-alle-divisioni-tra-chiese-ortodosse
Dialoghi per la pace
Iniziative e programmi per il dialogo interreligioso
Dialogo interreligioso: Verona, esponenti di cinque religioni firmeranno nella moschea
l’ambasciata dell’amicizia
https://agensir.it/quotidiano/2019/6/28/dialogo-interreligioso-nasce-a-verona-lambasciata-dellamicizia-e-del-dialogomons-pennisi-monreale-forte-messaggio-di-pace-fratellanza-e-giustizia/
Nuovo segretario al Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso
https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2019-07/francesco-nomina-segretario-consiglio-dialogo-interreligioso.html
Chiamati alla vita in Cristo
Nella chiesa, nel mondo, nel tempo presente
XXVII Convegno ecumenico internazionale di spiritualità ortodossa
Monastero di Bose, 4-6 settembre 2019
Promosso dal Monastero di Bose in collaborazione con le Chiese ortodosse 
https://www.monasterodibose.it/images/stories/ospitalita/convegni-spiritualitaortodossa/2019/pdf/CEISO2019_ITA.pdf
Testimoni
Max Joseph Metzger
SILVIA NANNIPIERI
Max Joseph Metger era un prete cattolico nato in Germania nel 1887. Compì studi teologici a Friburgo e
in seguito si dedicò al giornalismo occupandosi, in pieno conflitto mondiale, di temi come pace e fratellanza
fra i popoli. Il titolo che scelse per un periodico da lui fondato è significativo: Die Neue Zeit. Dai suoi scritti
emergono soprattutto preoccupazioni educative e formative nei confronti dei giovani che scivolavano verso il
Nazional Socialismo. Una vita intensa che terminò tragicamente con la condanna a morte nel 1944. Ebbe
sempre una visione chiara del Regno di Dio e della Chiesa Una Sancta, tanto da chiamare così il movimento
da lui fondato. Ecumenista della prima ora e profeta di pace ebbe intuizioni e sognò progetti che, almeno in
parte, dopo il Concilio Vaticano II, lo Spirito Santo ha davvero reso realtà.
Nel 1917 scrisse una lettera a Benedetto XV nella quale delineava un Programma di Pace e sottolineava
la responsabilità del cristiano in questo campo: “Chiediamo la fine dell’inutile spargimento di sangue sui
campi di battaglia e al contempo la fine di una politica che cerca di superare con mezzi autoritari i problemi
morali della convivenza tra i popoli e così facendo suscita sempre nuove guerre. Chiediamo una pace
mondiale duratura, nella quale crediamo, nel nome della civiltà, della cultura, della morale e della religione.
Chiediamo, come inizio della pace, che tutti i popoli distolgano il loro interesse dal presunto nemico esterno
e che tutte le forze vengano concentrate sull’effettivo nemico interno, comune a tutti i popoli: alcolismo,
immoralità, tubercolosi, degenerazione, usura sia del denaro che del suolo, povertà …”.
La sua idea di Unità tra i cristiani e pacifica convivenza nella Società civile non viene mai meno nonostante
la sua vita si svolga tra due guerre devastanti e fin dal 1919 avanza una proposta di Confederazione tra gli
Stati europei. L'impegno civile e quello cristiano proseguono con la sua partecipazione agli albori del
Movimento Ecumenico in Europa: nel 1925 è a Stoccolma e nel 1927 a Losanna per i lavori della
Commissione Fede e Costituzione come osservatore cattolico presenti ufficialmente.
Nel 1939, già prigioniero del Regime nazista scrive una lettera dal carcere a Pio XII chiedendo di indire ad
Assisi un concilio ecumenico per la riunificazione delle Chiese divise, così da essere più incisivi, da cristiani,
nelle scelte della società. Suggeriva che si stabilissero rapporti ufficiali tra interessati all'unità “Il luogo più
adatto sarebbe Assisi dove il Poverello è venerato senza distinzione da uomini di ogni credo. Il suo spirito
creerebbe un'atmosfera di pace e riconciliazione..”
Nei suoi scritti si trova anche la proposta di dedicare una giornata all’anno alla riflessione e alla preghiera
per la Pace. Tra le sue attività si ricorda la creazione della Società missionaria della Croce Bianca,
un'organizzazione per il rinnovamento della Chiesa all’insegna della corresponsabilità dei laici. Può essere
ben definito, dunque, precursore dell'apertura della Chiesa al Movimento Ecumenico (1964), del
riconoscimento del ruolo dei laici nella Chiesa (1965), della Giornata Mondiale della Pace (1968), della
preghiera interreligiosa di Assisi (1986), dell'Europa Unita (1992). Sulla sua tomba nel piccolo cimitero di
Meitingen sono incise queste sue parole: “Ho offerto la mia vita per la pace nel mondo e l’unità della
Chiesa”.
Bibliografia:
Leonard e Arlene Swidler, Bloodwitness for Peace and Unity, Ecumenical Presse, 1977
Lubomir Žak, Max Josef Metzger. La mia vita per la pace. Lettere dalle prigioni naziste scritte con le mani
legate, San Paolo 2008.
R. BURIGANA, L’ecumenismo di papa Francesco. Il cammino ecumenico del XXI secolo,
Edizioni Qiqajon, Comunità di Bose, Magnago (Bi) 2019, pp. 158
TIZIANA BERTOLA
Il cambio di prospettiva inaugurato dai Padri conciliari nei confronti degli altri cristiani ha aperto
una stagione ecumenica nuova nel mondo cattolico. È cambiato l’obiettivo: non più la richiesta del
ritorno degli altri alla chiesa di Roma, ma il bisogno di un cammino da fare assieme per
corrispondere all’invocazione di Gesù Cristo al Padre di essere una cosa sola. Percorrere la via della
ricerca dell’unità, ponendosi all’ascolto dello Spirito del Signore che insegna come leggere
attentamente i «segni dei tempi», è un impegno «irreversibile» per i cattolici, ha in seguito
affermato papa Giovanni Paolo II, sotto il cui magistero l’ecumenismo conobbe un notevole
sviluppo. Per papa Francesco proseguire il cammino ecumenico, vale a dire «obbedire a Dio,
mettendosi in marcia, con la propria identità, da conoscere, da vivere e da condividere ma non da
svuotare o annullare», è una delle priorità pastorali del pontificato, come mette ampiamente in
risalto il saggio del prof. Riccardo Burigana, docente di storia ecumenica della chiesa (p. 7). A
partire dalle parole del papa pronunciate in diverse occasioni, dai suoi scritti ma anche dai suoi
gesti, l’autore ci accompagna a scoprire lo sviluppo del dialogo ecumenico promosso dal pontefice,
mettendone in risalto i vari passaggi. Ci offre una ricostruzione storica dei passi bergogliani verso
gli altri cristiani al fine di «rendere familiare la complessità di un cammino ecumenico tanto vitale
quanto ancora poco conosciuto» (p. 9). Ci porta a conoscere cosa intende papa Francesco per
costruzione visibile dell’unità, da non concepire come «assorbimento», ma come un cammino che
nasce dall’incontro e che «richiede pazienti attese, tenacia, fatica e impegno; non annulla i conflitti
e non cancella i contrasti, anzi, a volte può esporre al rischio di nuove incomprensioni» (pp. 15-16).
L’ecumenismo, infatti, è vero «quando si è capaci di spostare l’attenzione da se stessi, dalle proprie
argomentazioni e formulazioni, alla parola di Dio che esige di essere ascoltata, accolta e
testimoniata nel mondo», consapevoli che l’unità visibile si costruisce nella condivisione delle
diverse tradizioni cristiane, purché genuinamente radicate nella tradizione apostolica (p. 23).
L’autore passa in rassegna e commenta le varie Dichiarazioni comuni sottoscritte da papa Bergoglio
nei suoi incontri con rappresentanti di altre chiese o federazioni cristiane mondiali per mettere in
evidenza le novità, i temi che caratterizzano il suo impegno ecumenico, l’apertura di nuove
prospettive di dialogo, i vari accordi intervenuti anche se non ancora completi. Emerge che i
cristiani sono molto più uniti di quanto si pensi e si creda, anche se rimangono aperte delle questioni
dottrinali. Da ciò l’autore rileva la necessità che sia redatta una storia ecumenica della chiesa, per
far capire come le divisioni tra i cristiani non sono solo il risultato di una frattura, reale o supposta,
ma di come questa frattura è stata raccontata nel corso dei secoli. Lo stesso vale per lo stretto
legame tra la chiesa e il mondo ebraico, altro aspetto importante dell’attuale dialogo ecumenico. In
modo scorrevole e ben documentato, l’autore ci presenta una sintesi efficace dei pronunciamenti del
papa, illustrando i nuclei centrali del suo messaggio, le priorità sue, della chiesa cattolica e di tutti i
cristiani per la costruzione dell’unità visibile nel XXI secolo. Un cammino che appartiene alla
dimensione quotidiana della testimonianza, fatto di preghiera, di frequentazione della parola di Dio,
di missione e misericordia, di martirio, di risanamento della memoria, di costruzione di una pace
fondata sulla giustizia. Il volume è quindi prezioso per chi voglia tenersi aggiornato sulle vie che i
cristiani stanno percorrendo per superare antiche controversie.